Tempo fa ho scritto un post sulla videosorveglianza (http://crconsultingnet.typepad.com/blog/2010/03/videosorveglianza-e-adempimenti-ovvero-la-privacy-non-è-un-cartello.html) che ha avuto un certo successo. Al di là dell'orgoglio del mio io professionale non ho dimenticato di mettermi in discussione, come mio solito, con l'obbiettivo di trovare dei limiti nel mio lavoro e superarli per continuare a migliorare. Per fare questo quando un mio articolo viene seguito, 'apparentemente' con un certo interesse, analizzo le visite ricevute e cerco di capire come mai ha successo, oppure, più spesso, come mai NON HA successo. In questo caso il risultato è stato curioso. Molti visitatori in realtà non cercavano l'articolo, ma un cartello da utilizzare per gli adempimenti richiesti in matieria di videosorveglianza, e siccome sul mio articolo ne avevo pubblicato uno avevano rintracciato il mio articolo inserendo sul loro motore di ricerca la stringa "cartelli privacy gratis" o una molto simile, il concetto in ogni caso era 'cerco cartelli per la Privacy a costo zero'.
Fino a qui poco male (almeno per me), pubblicità più o meno gratuita (primo pensiero) ma poi riflettendo ho fatto altre considerazioni tipo :
Perché scaricare il cartello dal mio articolo ? Risposta: Perché è gratuito, nessuno mi vede e amen.
Ma questo allora vuol dire che chi scarica il cartello dal mio articolo non ha letto nemmeno una volta il provvedimento sulla videosorveglianza, altrimenti si sarebbe accorto che un cartello IDENTICO è pubblicato GRATUITAMENTE proprio all'interno del provvedimento.
Va bene direte voi, quindi non fa differenza. In pratica no, perché il cartello è lo stesso, ma se ci pensate bene, il mio cartello non avrebbe di per sé alcuna garanzia di autenticità e conformità con la norma, mentre quello pubblicato dal Garante nel provvedimento si può essere certi che vada bene.
Quindi le mie semi-amare considerazioni conclusive sono:
- Molti non si prendono nemmeno la briga di leggere la normativa, e di conseguenza non sanno che i cartelli, come già detto, non bastano,
- Molti, non sempre gli stessi, non avendo letto gli adempimenti, pensano che l'unica cosa cambiata con il nuovo provvedimento del 2010 sulla videosorveglianza sia stata l'abolizione della documentazione delle scelte come adempimento obbligatorio, non sanno quindi cosa è cambiato con i cartelli o con altri adempimenti inseriti nello stesso provvedimento,
- tutti quelli che scaricano i cosiddetti 'cartelli Privacy gratuiti' da Internet espongono la loro azienda a due rischi, il primo è quello di acquisire gratuitamente un cartello non approvato dal Garante, visto che vengono da siti privati non è scritto da nessuna parte che sia approvato, e quindi si espongono a sanzioni; il secondo è quello di esporre la propria azienda al rischio di un inadempimento molto più ampio: visto che non hanno letto il provvedimento si limitano, come conseguenza, ad apporre il famoso cartello gratuito senza aver verificato che l'affissione sia conforme con il provvedimento (che non hanno nemmeno letto), e non hanno verificato che nel provvedimento non ci siano ulteriori adempimenti (come in realtà ci sono) e quindi nuova esposizione a sanzioni.
Prigrizia ? Personalmente mi piacerebbe pensarlo, perché la soluzione sarebbe semplice, basterebbe diventare meno pigri, in realtà temo, e spero di essere smentito, che dietro a questi fatti si nasconda l'italica abitudine del risparmio a tutti i costi che, in questo caso rischia di diventare un vero e proprio costo, dato che le sanzioni sono elevate, e le ispezioni ci sono eccome (http://crconsultingnet.typepad.com/blog/2011/04/privacy-sanzioni-2010.html ).
E tutto per non leggere un documento ( Provvedimento in materia di videosorveglianza - 8 aprile 2010 [doc web n. 1712680] disponibile su www.garanteprivacy.it ) di circa 15 pagine.

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