Antonio Savarese (http://www.plaxo.com/profile/show/51541715856?pk=74fc3f837b2a38db2044fb1e33ef4b03dbea2eda) ha posto un tema molto interessante (come suo solito :-)) che rilancio con piacere: Enterprise 2.0 sogno o realtà ? Nel profilo il problema è posto seriamente:
"Il termine Enterprise 2.0 è riferito all'utilizzo di tecnologie Web 2.0: dentro le imprese, per favorire la collaborazione tra le persone, lo scambio e la condivisione delle informazioni, all'esterno delle imprese per stabilire relazioni con il mercato basate sulla conversazione tra persone piuttosto che sulla comunicazione commerciale e marketing tradizionale.
L'adozione di queste tecnologie è legata alla gestione di processi interni all'organizzazione o alla vendita/promozione del marchio e dei prodotti sul mercato.
L'Enterprise 2.0 porta a un cambiamento nelle persone e nei processi organizzativi tutto ciò è discusso nel report:"Industry Watch: Collaboration and Enterprise 2.0 - work meets play or the future of business?" pubblicato dall'AIIM - http:// www.aiim.org/ Research/ Collaboration-Enterpr...
La domanda a cui rispondere è quando i CIO e le aziende in Italia inizieranno davvero a trasformare i processi di business adattandoli alle nuove tecnologie, si lo so molti diranno e il ROI?
Il ROI è un parametro importante ma ritengo non il solo da tenere in considerazione e poi anche in tal senso ci sono molti studi che dimostrano il valore dell'enterprise 2.0....http:/
/ www.cio.com/ article/ 391913/ The_ROI_of_Enter...
o
http:// blogs.zdnet.com/ Hinchcliffe/ ?p=334
Voi cosa ne pensate?"
Non credo che ci siano dubbi. il 2.0 può cambiare tutto radicalmente, ma cosa succede nella realtà? nella realtà il cambiamento che avviene nelle aziende che applicano tecnologie web 2.0, se avviene, non è mai radicale, spesso è lento e ancora più spesso è meno completo di quanto ci si può aspettare.
A ben vedere è anche normale che sia così, anche perché l'applicazione più diffusa del 2.0, per ora, è quella di andare a sostituire tecnologie 1.0 con un minimo impatto sui processi aziendali, e lì risiede a mio modesto parere il nocciolo della questione.
Il Web 2.0 nasce in contesti culturali completamente rinnovati rispetto a quei processi che muovono ancora oggi le nostre aziende, e la sola tecnologia poco può fare se il cambiamento non riguarda anche i processi che queste tecnologie sono chiamati ad ottimizzare, ma i processi si cambiano solo se c'è un ROI adeguato in grado di giustificare il cambiamento stesso.

Da un lato il cambiamento si può fare partendo dai CIO se questi riescono a coinvolgere altre aree aziendali in progetti basati su processi 2.0, e non è facile, ma anche utilizzando le competenze che i fornitori possono portare alla loro clientela sotto forma di progetti Web 2.0 based.
In questo senso va detto anche che i produttori di ICT più attenti stanno già investendo in progetti di formazione importanti (ne so qualcosa) finalizzati a preparare il management, la loro forza vendite, i loro business partner, i loro presales e le loro strategie di penetrazione del mercato ad un nuovo modo di intendere la relazione con il cliente, basato sulla capacità di rinnovare i processi su cui le aziende basano il loro benessere per pi andare ad utilizzare le tecnologie abilitanti Web 2.0 per massimizzarne i benefici.
La lotta non sarà facile, ne parla da 500 anni circa il Machiavelli (http://crconsultingnet.typepad.com/blog/2009/12/machiavelli-20-ovvero-le-reazioni-al-web-20-viste-e-previste-500-anni-fa-o-gi%C3%B9-di-l%C3%AC.html), e sicuramente i bene intenzionati troveranno non poche difficoltà a far digerire un nuovo processo ad una struttura aziendale spesso arrotolata intorno alle capacità di un management intento a difendere posizioni aziendali, ma il problema ha anche una sua cura naturale, basta infatti aspettare l'arrivo sul mercato della nuova generazioni di manager nativi digitali (i nati dopo il 1984) che sapranno apprezzare al meglio, ed utilizzare al massimo, le possibilità degli ambienti 2.0, con buona pace di chi ha provato ad opporre resistenza e che, probabilmente, si trasformenerà in una commodity prima di diventare un pezzo di storia passata.
I tempi ? difficile a dirsi, ma intanto i nati dopo il 1984 hanno [da tempo] iniziato a laurearsi, basta attendere, e la nostra curiosità otterrà risposte.
Carlo Rossi CGEIT, CISA, L.A.ISO27K
http://mitsloan.mit.edu/execed/cp/rossi.php

Merci beaucoup de nous donner l'occasion de lire ce genre de site merveilleux.
Scritto da: online writing jobs | 16/09/2011 a 06:43 p.